C’è Pechino dietro il boicottaggio al viaggio in Africa del presidente di Taiwan Lai Ching-te?
Il governo ha accusato la Cina di aver fatto pressioni su altri tre paesi africani affinché revocassero il permesso all’aereo presidenziale di sorvolare i loro territori.
Lo stesso Lai, in un post sulla sua pagina Facebook, ha scritto che le “azioni repressive” cinesi dimostrano la minaccia che gli stati autoritari rappresentano per l’ordine, la pace e la stabilità internazionali: “Nessuna minaccia o repressione può cambiare la determinazione di Taiwan a interagire con il mondo, né può negare la capacità di Taiwan di contribuire alla comunità internazionale”.
Il viaggio in Eswatini, piccola nazione dell’Africa meridionale, era programmato proprio perché si tratta di uno dei soli 12 paesi a mantenere relazioni formali con Taiwan, e il viaggio cade nel 40° anniversario dell’ascesa al trono del re Mswati III.
Ma purtroppo Seychelles, Mauritius e il Madagascar hanno revocato unilateralmente i permessi di volo per l’aereo presidenziale, impedendogli di sorvolare i loro territori durante il viaggio.


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