L’Italia supererà la Grecia nel 2026 con il debito pubblico più alto d’Europa, che salirà al 138,4 per cento del pil. Di chi sono le responsabilità? Quali sono state le cause oggettive di questi dati?
Il super bonus per ristrutturare, a spese dello Stato, villette e castelli (oltre che condomini su cui molte sono state le inchieste aperte per truffa) è costato circa 170 miliardi di debito. Inoltre non ha creato, come nelle promesse grilline, un vero impatto strutturale sull’occupazione e sul Pil ma solo macerie finanziarie e champagne stappato da chi, dalla sera alla mattina, ha aperto velocemente un’impresa solo per tuffarsi in quella cuccagna di soldi elargiti a sbafo.
Senza dimenticare che il super bonus ha anche ‘drogato’ il mercato edilizio che ha visto un’anomala impennata dei prezzi di tutte le componenti (manodopera e materiali), con la vulgata “tanto paga lo Stato”. Chi lo ha ideato per evidenti scopo elettorali non ha minimamente pensato alle conseguenze di quel provvedimento, che ricadranno sulle future generazioni. Inoltre quella zavorra ha impedito che le leggi di bilancio del 2022, del 2023, del 2024, del 2025 avessero più filo per sostenere le vere emergenze dell’Italia, che non sono certo i cappotti termici.
Paesi come Grecia, Portogallo e Spagna hanno progressivamente ridotto il proprio debito dal 2021, mentre l’Italia proprio negli anni della pandemia ha visto sfondare tutti i parametri della ragionevolezza. E a Palazzo Chigi sedeva chi ieri annunciava di aver abolito la povertà, lo stesso che, oggi, invoca il cambiamento e spera nelle primarie ammiccando di qua e di là.
Il percorso di rientro avviato dal governo Meloi per portare fuori il Paese dalla procedura Ue è stato fino ad ora virtuoso, come dimostrato dai dati del centro studi di Unimpresa secondo cui l’Italia “ha realizzato negli ultimi cinque anni uno dei più significativi percorsi di risanamento della finanza pubblica in Europa”. Entrando nel merito di numeri, forse noiosi, ma più forti della propaganda che corre sui social, stiamo parlando di una correzione complessiva di 6,4 punti percentuali, anche meglio della media Ue che si attesta a 3,7 punti percentuali.
Significa che il governo Meloni fino ad oggi ha fatto quanto in suo potere per mantenere i conti in ordine e lo ha fatto nonostante una mossa da irresponsabili come il super bonus.


Rispondi