Sul nuovo numero: “Avevamo ragione, ma ora tutti al voto”

uovo di pasquaComites e Cgie? “Avevamo ragione, ma ora tutti al voto”. Così il nuovo numero del mensile Prima di tutto Italiani, (scaricalo qui) secondo cui non proprio un campione di liberalismo e modernità del passato disse che «per fare la frittata bisogna rompere le uova». Una metafora per istigare all’interventismo e al volersi sporcare le mani.

“Da queste colonne – osserva in apertura il foglio del Ctim – lo avevamo vergato, senza peli sulla lingua e con onestà intellettuale. Cambiare è utile, ma occorre una ratio e non una fretta gattopardesca per poi giungere a depennare ciò che si ritiene inutile. Avevamo ragione? Può darsi, ma alla fine della fiera non conta poi molto”.

E sottolinea: “Quello che ci preme sia molto chiaro, invece, è che non si può giocare ad occhi chiusi sulla pelle degli altri, che il dialogo e la condivisione non devono essere solo oggetto di mera apparenza. E soprattutto, Comites e Cgie inclusi, che serve far sentire la propria voce, con eleganza ma con fermezza, perché le battaglie sono tali solo se portate avanti fino in fondo e con orgoglio, così come la storia del ministro degli Italiani all’Estero Mirko Tremaglia è lì, intatta, a testimoniare. Senza bisogno di frizzi, lazzi e selfie di circostanza. La sorpresa, nell’uovo pasquale targato 2015, è solo una macoscopica evidenza”.

Da segnalare nel nuovo numero il fondo di Roberto Menia sulle piccole grandi soddisfazioni del Ctim, una riflessione di Claudio Antonelli sugli italiani dell’est e quella voglia di verità, non revanscisti, solo pieni di amor patrio; l’intervista di Enrico Filotico al jazzista italiano Roberto Ottaviano; l’approfondimento di Enzo Terzi sulla finanza che ha di fatto sostituito la politica alla guida degli Stati.

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