Tre partite in una per l’Euro-Italia di domani

Meddi Francesco De Palo

Libia, Mediterraneo, gas. Tre scenari su cui l’Italia, in questo scorcio finale del 2015, può e deve dire di più. In primis non può più restare immobile dinanzi alla parabola dell’inviato dell’Onu in Libia Bernardino Leon, il cui contributo non ha sortito gli effetti desiderati e su cui si staglia l’ombra tedesca con il sostituto pronto da Berlino. Abbiamo più volte rimarcato come forse, la carta italiana sarebbe stata la più indicata da giocare per costruire un’interlocuzione fruttuosa con le singole tribù locali e ricominciare a produrre “pil” con una stabilità governativa.

Capitolo Mediterraneo: l’assopirsi (apparentemente) della crisi economica ellenica sia occasione per disegnare ex novo un versante euromediterraneo di policies e attori che non corrano sempre dietro alle emergenze, ma le prevedano. Occorrono strategie su debito, occupazione e sulle migrazioni (su cui riferiamo all’interno) ma soprattutto neuroni. Non serve dolersi della predominanza teutonica se poi nessuno presenta un piano alternativo, anche come leadership.

Infine, ma non ultimo per rilevanza (semmai primo) il dossier energetico. Il nuovo giacimento individuato in Egitto sia fluida occasione per l’operosità italiana per imporsi come nuovo hub all’interno del Mare Nostrum. Nella consapevolezza che questi tre paletti, se ben piantati, potrebbero far tornare l’Italia al centro dell’agenda europea. Finalmente.

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