Isis: lo stile di Hollande e quel “copia e incolla” da…

Parigidi Claudio Antonelli

Gli italiani sono ossessionati dallo stile. Ma siccome “stile” per molti di loro si limita alla moda, vediamo la parola “stile” scritta ormai con la y greca: “Style” – vedi il supplemento del Corriere della Sera e anche quello del Giornale. Ciò avviene in omaggio alla moda linguaiola degli “Italians”, linguisticamente avidi d’America. Fatta questa premessa, dirò che è difficile per gli italiani recepire la straordinaria lezione di vero stile offerta dai francesi, che hanno reagito agli attacchi armati di un Islam idrofobo intonando, uniti, la Marseillaise. Gli italiani non saranno mai capaci di un simile spettacolo, perché sono culturalmente, politicamente, e direi “geneticamente” portati non a celebrare l’unità nazionale, ma a sguazzare nelle loro patologie antinazionali fatte di faide, odi civili e talk show urlati.

In circostanze simili a quelle della Francia, molti in Italia intonerebbero “Bella Ciao!” Dopotutto, i professionisti dell’ “antifascismo” ci dicono che il terrorismo islamico è “islamo-fascismo”. Molti altri, nella penisola, intonerebbero invece “Paraponziponzipo!”, molto consono allo spirito da bettola che va per la maggiore. Cosa dire del presidente francese, Hollande, e del suo forte discorso contro i nemici della Francia? Egli si è trasformato all’improvviso in un Churchill anzi in un De Gaulles. O più realisticamente ha calzato gli stivali dal tacco alti di Marine Le Pen. Infatti la sua dichiarazione di guerra al radicalismo islamico è quasi una copia carbone di ciò che il giorno prima, subito dopo il massacro d’innocenti avvenuto a Parigi, aveva detto ai francesi Le Pen.

Da anni il Fn, tacciato di covo di populisti, estremisti, razzisti e guerrafondai, invia questo messaggio ai francesi e al governo: punire coloro che in Francia predicano l’ odio contro la Francia; ristabilire la legalità ovunque nel territorio non accettando più l’illegalità diffusa delle banlieus chiudere le moschee in cui si pronunciano sermoni di morte; riprendere il controllo del confine nazionale; proteggere la popolazione incrementando gli organici delle forze armate e di polizia… e via enumerando.

Unica precisazione circa questo copia-incolla fatto da Hollande nel suo discorso: per lui il controllo delle frontiere della Francia sarà solo provvisorio, mentre Marine Le Pen esige che sia permanente. La morale della favola? “Meglio tardi che mai”.

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