Cosa guadagna l’Italia (e il made in Italy) dalla Nuova Via della Seta

Il jolly della connettività per non perdere lo sviluppo logistico legato al futuro. E’la traccia su cui prende forma la nuova cooperazione tra Italia e Cina, nella consapevolezza che la Via della seta va agganciata e non sminuita, né lasciata agli appetiti di economie concorrenti. Un approfondimento utile è stato il momento di confronto svoltosi oggi al Senato tra istituzioni italiane, cinesi e tecnici.

Partiamo da questi ultimi, l’Istituto per la Cultura Cinese, guidato dal senatore Alessandro Maran che sta lavorando affinché in Europa prevalga chi intende costruire “reti e non muri”. Il riferimento è al canale preferenziale che si sta aprendo con Pechino, dopo la visita ufficiale di qualche giorno fa del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e in attesa di quella del premier Paolo Gentiloni che interverrà al prossimo Business Forum in programma a maggio.

Di Cina in Italia ce n’è folta traccia anche nello sport, con la milionaria partnership calcistica che ha portato il gruppo Suning ad acquistare l’Inter, altri investitori  puntare sul Milan, e con all’orizzonte una nuova collaborazione su un progetto spaziale per la mappatura della Luna e la partecipazione di astronauti italiani. Negli ultimi 10 anni l’interscambio commerciale si è triplicato e Pechino è il primo partner commerciale del nostro Paese in Asia. Nel 2014/15, l’Italia è diventata il secondo paese, dopo l’Inghilterra, per l’attrazione di capitali cinesi per oltre 15 miliardi di euro a dimostrazione della fiducia esistente tra i due Paesi.

La Cina, nei prossimi 10 anni, farà investimenti all’estero per 1.250 miliardi di dollari. E, come ha ricordato l’ambasciatore cinese in Italia, Li Ruiyu, pochi giorni fa Alfa Romeo ha venduto circa 300 esemplari di Giulia in soli 33 secondi utilizzando la piattaforma cinese di e-commerce.

Ce n’è abbastanza per ragionare su come la ricettività cinese possa intrecciarsi con la capacità italiana di esportare made in Italy, inteso non solo come enogastronomia, moda e stile ma anche come competenza, know how e cultura. Una scommessa da giocare a testa alta, per provare a vincerla.

twitter@PrimadiTuttoIta

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