Sul nuovo numero: Flop veneziano, l’Italia e i cinesi

“Flop veneziano” è il titolo scelto per il numero di gennaio del mensile Prima di Tutto Italiani (cliccare qui per scaricarlo)

Un flop. Una figuraccia. Una sottovalutazione di un mercato, quello del turismo, dove l’Italia ha le carte in regola di essere prima nel mondo – si legge nel fondino di apertura – . Ma, grazie ad una politica sciatta, si fa superare da chi potrebbe sedere tranquillamente in seconda o in terza fila. Al vertice eurocinese di Venezia incentrato sul turismo del sol levante in Italia non c’era nessun politico italiano.

Nè lo straccio di un ministro o sottosegretario; né il commissario europeo che abbiamo, quella lady Pesc di cui non si hanno tracce neanche in quei dossier pregnanti come Libia o Mediterraneo. Nessuno. Drammaticamente nessuno. Tutti impegnati a comporre le liste, a farsi vedere nei talk show televisivi, o nei pollai di provincia.

Salvo poi twittare quando perdiamo vagonate di turisti e di milioni, o lagnarsi che un grande Paese come il nostro è sorpassato da altri. Peccato che le grandi occasioni siano, non solo perse, ma insultate. Come questa.

 

Da segnalare sul nuovo numero il fondo di Roberto Menia sul legnetto di Pioltello, la riflessione di Claudio Antonelli sul suolo patrio, l’intervento di Suor Anna Monia Alfieri sui costi standard nella scuola, il ricordo di Domenico Modugno vergato da Enzo Terzi, il film di Ligabue Made in Italy raccontato da Francesca Vivarelli e il polemicamente di Francesco De Palo sul Medioevo 2.0 in cui siamo piombati.

 

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