Qui Lima: una storia iniziata una sera degli anni Settanta

di Giacomo Canepa

Era una sera agli inizi degli anni ’70: mio padre, assieme ai suoi amici nostalgici, mi invitò a partecipare ad un incontro con l’allora giovane deputato del Movimento Sociale Italiano, Mirko Tremaglia, arrivato a Lima per fondare il Comitato tricolore del Perú.

Quella che era stata solo curiosità si trasformò ben presto in qualcosa che mi coinvolse profondamente, non con la ragione, ma soprattutto mi arrivò dritta al cuore.

Per prima volta presi coscenza di cosa significasse essere un italiano all’estero, di come ci fosse qualcuno che nella lontana e amata Italia si ricordasse di noi, lottando per ridarci identità e diritti.

Da quel giorno cambiò il mio approccio con l’italianità che portavo nel cuore. Ed allora arrivò tutto il resto, il lavoro nell’Associazionismo locale, la Presidenza della Associazione Italiani del Perù, la nomina al Comitato Organizzatore della II Conferenza Nazionale dell’Emigrazione e poi la Conferenza stessa: lì ebbi la fortuna di vedere lavorare quell’italiano tra gli italiani e potei apprezzare la passione con cui lo faceva.

Poi venne il CGIE nel quale, lavorando con i delegati del Ctim sempre in minoranza, aiutammo Mirko Tremaglia nella sua pluridecennale battaglia, costellata di sconfitte e piccole e grandi vittorie.

Come quella dell’88 con la legge sull’ “Anagrafe e censimento degli Italiani all’estero”, e quella definitiva ed inimitabile della storica legge del 2001 che affermava finalmente il diritto, attivo e passivo, di “voto per gli Italiani all’estero”.

Fu motivo di orgoglio per tutti noi del Ctim, la sua nomina a Ministro per gli Italiani nel Mondo e per me in particolare anche l’amicizia personale che mi legò a lui, come anche al suo braccio destro, l’indimenticabile Bruno Zoratto.

Con lo stesso orgoglio ricordo i miei anni da Presidente del Ctim, nominato proprio da Tremaglia, e mi onoro oggi di essere Presidente onorario di quasta organizzazione che compie 50 anni.

Ed è proprio di fronte a questa storia, ho un solo pensiero: “ Finché ci sará, non importa dove – a Roma, in Italia, in Europa, nelle America, in Africa ed in Australia – uno di noi, che ricevuto il messaggio buono e gli ha toccato il cuore e l’anima, i notri ideali e le nostre battaglie andranno avanti e vinceranno ancora”!

twitter@PrimadiTuttoIta

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