Contro Colombo è furia iconoclasta: va fermata

di Vincenzo Arcobelli

Ancora un altro attacco a Colombo, questa volta a New York. Da quasi un anno infatti l’amministrazione locale aveva deciso di mettere delle transenne con la presenza delle forze dell’ordine, per prevenire, dopo i solleciti delle organizzazioni italo americane, possibili danneggiamenti come avvenuto nel corso dell’estate scorsa a discapito delle statue di Colombo con decapitazioni, rimozioni, distruzioni in numerose città degli Stati Uniti.

Recentemente, abbiamo appreso dei graffiti volgari ed offensivi che sono stati spruzzati e dipinti sul monumento dedicato a Cristoforo Colombo localizzato nel Columbus Circle di Manhattan a New York, che nel frattempo si trovava senza transenne e non più piantonata da agenti delle forze dell’ordine pubblico, mentre il Governatore dello Stato di New York ha preso provvedimenti ordinando la pulizia della statua e con la presenza della polizia.

Da 130 anni il monumento a Colombo rappresenta motivo di orgoglio per la comunità italo americana. Questo ennesimo attacco ad un simbolo italico è un attacco alla nostra cultura, e bisogna condannare questi atti di fanatismo, odio, intolleranza e violenza, senza se e senza ma (e questo vale per tutte le culture).

Si evidenzia che negli ultimi mesi, su questo argomento e sia su altre tematiche, si comincia a rafforzare con una voce sola il pensiero unitario delle maggiori organizzazioni italo americane come Niaf, NOIAW, OSIA, Order Sons and Daughters of America, UNICO, IAOVC e tante altre ancora.

Alcune organizzazioni italo americane locali hanno denunciato la città ed il suo sindaco Jim Kenney presso la corte del distretto americano di Philadelphia per aver cancellato il Columbus day e per aver dato l’ordine di rimuovere le statue di Colombo e di Frank Rizzo (ex Sindaco di Philadelphia). Infatti secondo i legali delle organizzazioni rappresentate, sono state identificate numerose violazioni, la più rilevante quella che l’ordine esecutivo a firma del sindaco, non rispetti la clausola di uguale protezione prevista dalla costituzione americana, in quanto si sceglie di favorire e sostenere un gruppo etnico, e quale gruppo etnico da condannare.

Monitoreremo con molta attenzione gli esiti di questa battaglia che si svolgerà presso i tribunali.

Sono 130 le amministrazioni locali da nord a sud e da est a ovest che hanno deciso di cancellare la celebrazione del Columbus day, sostituendola con la giornata degli Indigeni.

Il CTIM è stato presente alle manifestazioni che si sono celebrate in varie città e paesi americani, in particolare va sottolineata la delegazione di Chicago, città in cui il Comitato ha svolto e svolge in prima fila una incessante difesa del monumento a Cristoforo Colombo e degli altri simboli dell’orgoglio italiano.

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