Ceneri di Colombo in Venezuela, la denuncia del Ctim

Di Sergio Zonca

Nel 1877, nella Cattedrale di Santo Domingo, Repubblica Domenicana, a radice di alcuni lavori di restauro, venne alla luce un sepolcro nel cui interno apparve una cassa ricoperta in piombo con le iniziali C.C.A. (Cristobal Colon Almirante). All’avvenimento si diede grande importanza, mediante la convocazione di tutte le Autorità dell’Isola, del Corpo Diplomatico Consolare e di S.E. il Nunzio Apostolico. In tale circostanza, in rappresentazione del Venezuela, ci fu la presenza ufficiale del Generale Lugares Olivo, il quale ricevette, come alcuni altri invitati, una piccola ampolla di cristallo sigillata con una striscia controfirmata dai tre Notai di Santo Domingo, assieme ad un Documento certificando la autenticità del reperto mediante la firma dei Consoli di USA, Germania, Italia e la Dichiarazione di Legalità del Nunzio Apostolico.

Alla morte del Generale, la nipote, Sra Etelvina Gonzales, moglie dell’allora Direttore del Telegrafo di Duaca, entrò in possesso del prezioso legato, del quale esite una memoria fotografica negli archivi di codesta località. Nel 1929 questa Reliquia del Grande Genovese venne donata, con opportuna verbalizzazione, alla “Escuela Naval de Venezuela”, ubicata in località Meseta de Mamo, nello Stato Vargas.

Alcuni anni fa, onde certificare la presenza attuale di questo reperto, chiesi ed ottenni l’aiuto dell’allora Ambasciatore d’Italia in Venezuela, il quale mediante Nota Ufficiale, diretta all’Autorità Militare corrispondente sollecitò, senza ottenere risposta alcuna, informazioni sull’argomento. La piccola Città di Duaca si ubica a poco più di 20 kilometri da Barquisimeto, e fu sempre orgogliosa di sottolineare questa trascendentale circostanza originata da un suo illustre concittadino, mantenendo pure un rigoglioso Parco Colon, con alberi di alto fusto e la corrisponente Plaza Colon, con tanto di Monumento e Busto del navigante, purtroppo eliminato dalla furia iconoclasta del attuale regime. Anni fa ebbi occasione di fotografarmi accanto al busto allora dominante; oggi esiste solamente il basamento, in una piazza abbandonata alle erbacce in un parco senza mantenimento e mal frequentato giorno e notte.

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