Collusione con Cuba, trema il Psoe al Parlamento Ue

Di Leone Protomastro

Il Parlamento Europeo spiato da dittatori e capi di stato? In queste ore stanno emergendo alcuni documenti che rivelerebbero le relazioni di alcuni europarlamentari del Psoe con leaders come Nicolás Maduro, Daniel Ortega e Miguel Díaz-Canel y Castro. La stampa internazionale parla di tradimento dei principi basilari di politica e istituzioni europee, come la riservatezza e la sicurezza nazionale. Il documento è contenuto in una mail e ha rivelato un intimo e stretto rapporto di coinvolgimento del Psoe, i cui iscritti avrebbero rivelato strategie, azioni non ancora rese pubbliche e atti parlamentari alla dittatura di Cuba.

Fatti che portano in grembo quesiti legittimi: cosa accadrebbe se stati terzi venissero costantemente a conoscenza di informazioni riservate sui movimenti del Parlamento Europeo? Il Psoe ha messo in atto i relativi controlli? Il Psoe al Parlamento Europeo ha una falla al suo interno in direzione di Raúl Castro?

In attesa che le autorità preposte facciano luce sulla vicenda, appare chiaro un punto. Troppe volte negli ultimi tre lustri l’Ue si è trovata in una posizione sfavorevole su molteplici dossier: dalla geopolitica alle reti infrastrutturali come la Via della Seta, dalla concorrenza sleale di players cinesi all’invasività con cui aziende asiatiche si sono inserite in vari paesi, come dimostra il caso del Montenegro o della Moldavia (dove Pechino “guida” non solo i lavori pubblici ma anche il futuro del debito nazionale) o anche quello dei cantieri navali italiani Ferretti, scalati dalla Cina al 51%. Quella tecnologia made in Italy è ora a disposizione anche del colosso orientale che può usarla per scopi “altri” (forse militari?) rispetto alla costruzione di yacht in fibra di carbonio, per intenderci.

Sono solo alcuni esempi che dovrebbero far riflettere gli integralisti dell’Ue, ovvero quelli che non prendono in considerazione l’idea di riformare l’Unione.

Le discrepanze politiche, organizzative, strategiche sono oggettive e toccano numerosi ambiti. La sicurezza europea è oggi messa in grave pericolo da condotte sbarazzine e da un approccio della politica stanco e troppo passivo, a cui i cittadini replicano con sdegno. La gestione del dossier migranti ancora una volta pare possa essere risolto con un altro assegno staccato a vantaggio di Erdogan: nessuno che alzi lo sguardo al di là del Mediterraneo, per capire cosa sta accadendo in paesi chiave come Siria, Libia, fascia sub sahariana, Nigeria, Afghanistan, Iraq e Iran. Il nulla. Altro che rinascita europea: dopo i mille errori sui vaccini, i vertici di Bruxelles si sarebbero dovuti fare da parte, così come accade in tutte le aziende private che si rispettano. E invece restano al loro posto. Adesso, che almeno spieghino il caso Psoe.

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