Verso le elezioni: proposte operative degli italiani all’estero

di Francesco Braga

Siamo partiti, siamo in campagna elettorale per le elezioni politiche del 2022. Ci sarà una coalizione di Centrodestra e Fratelli d’Italia ha le carte in regola per ottenere un meritato premio dalle urne. Diamoci da fare.

Si va bene, ma cosa possiamo fare, noi votanti AIRE, per aiutare l’Italia assicurando la vittoria di Giorgia Meloni nella circoscrizione estero? Dobbiamo innanzi tutto non perdere tempo lamentandoci per le oggettive difficoltà che il sistema elettorale attuale ci impone, dallo svilimento del valore del voto all’estero che, come ho scritto in un recente articolo su questo giornale, vede 5,8 milioni di votanti disporre di soli 12 seggi, 8 per la Camera e 4 per il Senato. Se ci fosse proporzionalità tra seggi disponibili e numero di elettori in Patria e nella circoscrizione Estero, dovremmo eleggere 39 Deputati e 19 Senatori. Ovvio che dopo aver vinto le prossime elezioni dovrà essere nostra cura correggere questo obbrobrio, questa caduta di democrazia (e tanti altri problemi).

Fratelli d’Italia è un partito nuovo, moderno, giovane. Le nostre idee sono di buon senso e sono condivise dagli Italiani all’Estero. Forse i nostri candidati sono poco conosciuti, in questo anche penalizzati dalla estensione della ripartizione elettorale. Ad esempio quella del Nord e Centro America si estende dall’estremo nord di Yukon (Canada) o Alaska (Stati Uniti) fino a Newfoundland (Terranova, Canada) a Est, Hawaii (Stati Uniti) ad Ovest, fino al più meridionale dei paesi dell’America Centrale e ai Caraibi. 

In Italia un collegio elettorale si estende forse per un centinaio di chilometri, qui parliamo di diverse migliaia. Non solo, si vota per posta e le schede devono raggiungere il Consolato di riferimento diversi giorni prima del 25 Settembre, data delle elezioni. Operativamente, considerati i tempi tecnici delle poste locali, significa che la data ultima per imbucare il nostro voto è il 15 Settembre, se non prima. Dunque dobbiamo contattare gli elettori entro la fine di Agosto e ricordare loro la scadenza all’inizio di Settembre.

Potrei continuare con le ovvie osservazioni su un sistema poco efficiente, che ci penalizza; si pensi al ritardo nella ricezione dei plichi elettorali nel recente referendum. Ma questo non serve. Ho citato questi due problemi per introdurre un altro discorso, molto più pratico, operativo: come possiamo farci conoscere in questo breve periodo?

Un amico che stimo ma che forse ha visioni antiquate, dice si debba andare porta a porta. Mi sembra un metodo operativamente poco pratico date le distanze, un metodo molto poco rispettoso di tutti gli elettori che non vivono ad esempio a Toronto o Miami, solo un esempio di due large metro areas. Questo approccio vale più per elezioni locali che per raggiungere 505.567 elettori in N e C America e meno che meno per i 3,2 milioni in Europa, gli 1.8 milioni in Sud America o i 0.3 milioni distribuiti tra Africa Asia Oceania ed Antartide. Poi ci lamentiamo se la affluenza è infima… non raggiungiamo gli elettori! Di sicuro dobbiamo fare meglio del porta a porta.

Io credo che si debba fare uno sforzo per modernizzarci. Bisogna contare sui media, dalla carta stampata alle radio e televisioni, zoom (o simili) e piattaforme social. Ovvio che un candidato non possa fare tutto questo da solo.

Potrebbe essere utile un network di nostri circoli e nostri eletti ComItEs che possano aiutare a diffondere in maniera efficiente a livello locale la nostra campagna elettorale. Dobbiamo fare questo in maniera trasparente, efficiente, per fare conoscere le nostre idee. 

Viaggiare per visite faccia a faccia è semplicemente non attuabile, oltre probabilmente a costare più di quanto permesso dalla legge elettorale. Quindi possiamo viaggiare in modo virtuale con meetings in zoom, o apparizioni in radio, televisioni, carta stampata locali. 

Il network ha il compito di individuare questi targets nell’area locale. Il network può aiutare a rendere più efficiente questa operazione capillare di diffusione delle nostre idee. 

Operativamente:

Per ciascuna ripartizione (Europa, America Meridionale, Nord e Centro America, AAOA) formare un inizialmente piccolo “election war room” che verifichi la copertura geografica per macro aree ottenibile con i nostri circoli e/o eletti ComItEs, e/o simpatizzanti che offrano garanzie di serietà; Roberto Menia puo’ aiutare con la formazione di queste 4 “war room”. Idealmente un numero di “volontari” proporzionale al numero di candidati di lista (4 in N e C America e cosi’ via). Tutti abbiamo un lavoro, quindi queste persone si devono impegnare nelle prossime settimane a donare almeno 20 ore per settimana a questo sforzo.

Sviluppare il “contenuto dei messaggio”, sia prima della individuazione dei candidati, questo per far conoscere le nostre idee principali, che per promuovere i nostri candidati una volta scelti. Per essere chiaro e pratico, io spero si possa partire da un meeting in Zoom per ogni ripartizione con Giorgia Meloni che introduce in una decina di minuti i punti principali della nostra campagna ed i nostri candidati, ciascuno dei quali ha poi 2 minuti per presentarsi. Una cosa breve, da postare ovunque. Roberto Menia potrebbe chair questo evento che non dovrebbe durare piu’ di una ventina di minuti o la gente non lo guarda. Meglio ancora un breve video (10 min max) di Giorgia con un messaggio speciale per le 4 ripartizioni, da usare subito, cui si aggiungono, più tardi, quattro messaggi di presentazione candidati, sempre con Giorgia, una volta che questi sono noti. Tra parentesi il primo msg dovrebbe essere il nostro biglietto da visita per la brevissima campagna elettorale, che praticamente va da oggi al 10 Settembre. Questo aiuterebbe a costruire la visibilità del nostro partito. Poi un secondo video con la presentazione dei candidati. 

Sviluppare una strategia di comunicazione ottimizzata per i “mercati” principali di ciascuna ripartizione, dati i vincoli locali di disponibilità di risorse umane e i target media disponibili. Molto più capillare di un francamente assurdo porta a porta.


Mettere in atto in maniera precisa e disciplinata questa strategia di comunicazione. 

La tempistica? Massima urgenza. Dobbiamo organizzarci in ciascuna ripartizione partendo da un piccolo “sotto gruppo” che può nascere tra i partecipanti al nostro gruppo zoom Italiani nel Mondo FdI, per poi integrare ComItEs e simpatizzanti come opportuno per coprire la circoscrizione.

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