Materialismo e relativismo morale non soddisfano le persone: il manifesto di De Palma

Intervista al giornalista barese, candidato alla Camera per l’america meridionale

di Francesco Braga

Vito De Palma e’ candidato alla Camera per Fratelli d’Italia nella ripartizione America Meridionale. E’ un famoso giornalista sportivo che si occupa di Calcio per ESPN, ha una reputazione stellare in tutta la America Meridionale. Vito nasce a Bari il giorno di Natale del 1958 (che bel regalo per i suoi genitori). Allievo della Accademia Militare della Nunziatella, si e’ trasferito a Buenos Aires nel 1983 con la famiglia. Si e’ interessato alla politica con Fratelli d’Italia perche’ fedele agli ideali della sua gioventu’ ma soprattutto perche’ desidera contrastare il materialismo ed il relativismo morale che vede negli altri partiti, una sorta di entropia etica che ha contribuito molto al decadimento generale dell’Italia. Materilaismo e relativismo morale non soddisfano le persone, che inevitabilmente prima o poi si ritrovano sole e con un pugno di mosche in mano. Per Vito, che e’ sposato da 40 anni e ha 4 figli e molti nipotini, una delle cose cose piu’ belle e piu’ vere e’ l’abbracciare un nipotino. Dice di essersi trovato a casa a Buenos Aires, da subito, perche’ vi aveva trovato i valori ed i sentimenti dell’Italia della sua giovinezza. Vito e’ un galantuomo prestato alla politica, un galantuomo di cui ci si puo’ fidare.

“Pronti” e’ lo slogan di Fratelli d’Italia: perché gli italiani all’estero dovrebbero votarvi?

“Pronti” e’ una importante affermazione che sottolinea come la nostra presidente Giorgia Meloni sia stata in grado di costruire una squadra che sapra’ governare con trasparenza, efficienza, onesta’ e rettitudine morale. Noi in America Meridionale non siamo pronti, siamo prontissimi, perche’ siamo italiani, teniamo all’Italia e vogliamo far parte della soluzione. Basta capi di governo non eletti, sempre di sinistra.

Giorgia e’ la presidente del Partito Conservatore e Riformista Europeo, dunque ha forte credibilita’ internazionale. Con la squadra di FdI, in cui figurano vere e proprie autorita’ indiscusse delle Professioni, della Politica, della Magistratura e soprattutto tante persone perbene, Giorgia portera’ una boccata di aria fresca nel Governo dell’ Italia. Gli Italiani all’estero apprezzano molto questi valori e riconoscono che di Giorgia ci si puo’ fidare. La scelgono perche’ sono stanchi del decadimento morale ed economico che ha caratterizzato l’Italia, soprattutto negli ultimi anni. Ho vissuto meta’ della mia vita in Italia e meta’ in Argentina, conosco le problematiche della gente nei due paesi, mi impegno a rappresentare gli elettori della America Meridionale con impegno assoluto. Infine gli italiani all’estero capiscono bene che e’ meglio votare persone perbene che saranno al governo piuttosto che persone rancorose che saranno all’opposizione lavorando per distruggere invece che costruire il futuro dell’Italia.

Da dove partire per soddosfare le comunità italiane?

Desidero senz’altro indicare la difesa della italianita’, la difesa dello Ius Sanguinis, un diritto che e’ stato garantito sin dal Codice Civile del 1865, e che oggi alcuni partiti vorrebbero ridurre drasticamente se non addirittura cancellare. E’ ora di mettere al sicuro in modo esplicito lo Ius Sanguinis, approvando una legge di valenza costituzionale, che cioe’ richieda in futuro una maggioranza di due terzi per essere modificata. Fratelli d’ Italia si impegna solennemente in questo senso, altri, come il PD desiderano ridurre lo Ius Sanguinis e propongono lo Ius Scholae, una aberrazione. Ovviamente bisogna migliorare il funzionamento dei Consolati e io propongo di considerare l’assunzione di giovani locali di origine italiana per affiancare i funzionari governativi provenienti da Roma. Una ventina di anni fa un Console condusse un esperimento purtroppo di breve durata a Buenos Aires, introducendo un sistema simile che permise di velocizzare di molto i tempi di disbrigo di pratiche Consolari; e’ora di riproporre fattivamente questa soluzione nella maggior parte dei Consolati. 

E’ necessario rendere piu’ efficace ed efficiente l’insegnamento della lingua e della cultura italiana, anche utilizzando tecnologie nuove che permettano la “distribuzione” capillare di questa opportunita’ di apprendimento anche nei paesini lontani dalle sedi Consolari. 

Si puo’ fare, basta un minimo di buon senso ed imprenditorialita’. Se il governo non lo puo’ fare si lasci spazio all’iniziativa privata. Per quanto possibile bisogna assicurare ai cittadini residenti all’estero lo stesso livello di servizi offerti ai residenti in Patria, senza discriminarli senza penalizzarli con procedure inefficienti e a volte persino paternalistiche. Infine e’ evidente che bisogna stabilire contatti veri tra eletti ed elettori. Io mi impegno personalmente per un impiego a tempo pieno a Roma, con regolari visite a tutti i Paesi della ripartizione elettorale. Basta consultare gli elettori solo in campagna elettorale. Con il governo della Coalizione a guida Fratelli d’Italia la voce degli italiani all’estero sara’ in buone mani e sara’ sentita forte e chiara e dunque fattivamente compresa dai legislatori.

Uno dei problemi più sentiti è l’IMU sugli immobili. 

L’impegno politico che io mi sento di prendere e’ quello di porre gli Italiani all’Estero sullo stesso piano degli Italiani in Patria. Il problema della tassazione della prima casa / casa principale e’ complicato anche dalla legislazione europea. Si tratta quindi di lavorare per definire una soluzione tecnica accettabile in Europa, che esenti le prime case / abitzione principale degli Italiani all’estero, quando in Italia. In pratica si riconosca come abitazione principale la abitazione in cui il connazionale residente estero risiede durante il rientro in Patria.

Come nasce il suo impegno politico?

Da giovane ho fatto attivita’ nel Fronte della Gioventu’ e nel MSI. Con il trasferimento in Argentina questa attivita’ si e’ inizialmente trasformata in un qualcosa di piu’ privato. L’ho riavviata durante i quasi 8 anni come corrispondente da Roma della telvisione ESPN. Poi rientrato di nuovo in Argentina sono rimasto in contatto con Fratelli d’Italia; recentemente ho accolto la proposta del partito di aiutare ad organizzare una struttura in Argentina, insieme a molti altri italiani. Ed eccomi oggi candidato alla Camera, un gesto di coerenza etica e di amore per l’Italia, fedele al principio che dove c’e’ anche una sola goccia di sangue italiano, li’ c’e’ Italia.

Quale un impegno che vuol prendere per gli italiani nel mondo?

Un impegno a tempo pieno per servire veramente i conazionali all’estero, che devono essere ascoltati dal Parlamento. Io prometto di essere la voce di questi italiani, di tutti gli italiani all’Estero. Tremaglia introdusse il Ministero degli Italiani all’Estero, poi cancellato da altri partiti. Io sono convinto che il nuovo governo della coalizione di centro destra a guida di Fratelli d’Italia lo ripristinera’, io spero di poter collaborare con questo Ministero ed intendo questo come un impegno personale ad alta valenza morale. Non vuote promesse elettorali, che durano pochi giorni, ma un solenne impegno personale con gli Italiani all’Estero.

La riforma del voto elettronico sarebbe stata utile?

Si certo. Va anche detto che bisogna assolutamente evitare ogni passo falso. Quindi non e’ stato possibile procedere in fretta, bisogna essere certi di introdurre un sistema sicuro che garantisca la segretezza del voto e impedisca fenomeni illegali che purtroppo si hanno con il voto postale. Si puo fare? Certo. Oggi si puo’ operare in borsa in modo sicuro da qualsiasi parte della terra con un telefonino moderno. Perche’ non si puo’ votare con una tecnologia simile? Ovvio c’e’ molto da fare. Non ci sono ragioni, tuttavia, per non poter sperare che le prossime elezioni nel 2027 saranno elettroniche. Forse non tutti sanno che Fratelli d’Italia ha presentato una proposta di legge per l’introduzione del voto elettronico. La proposta e’ morta con la fine della legislatura; sara’ ripresentata in quella in cui la coalizione a guida Fratelli d’Italia si accinge a governare. 

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