AZERBAIGIAN E ARMENIA, LA PAX FAVORITA DAGLI USA: IL CAUCASO CAMBIA PELLE

Il processo di normalizzazione delle relazioni tra Azerbaigian e Armenia ha registrato un passo in avanti importantissimo, in occasione del vertice trilaterale con la partecipazione dei leader di Azerbaigian, Stati Uniti e Armenia, culminato nella firma di una Dichiarazione Congiunta da parte dei leader di Azerbaigian e Armenia e del Presidente degli Stati Uniti in qualità di testimone.

Di fatto rappresenta l’anticamera di una fase del tutto nuova, che tra l’altro pone gli Usa come player centrale al posto della Russia nel Caucaso.

Nello specifico, i Ministri degli Esteri di entrambi i Paesi hanno siglato la Bozza di Accordo per l’Instaurazione della Pace e delle Relazioni Interstatali tra la Repubblica dell’Azerbaigian e la Repubblica di Armenia e hanno firmato una lettera di appello congiunta indirizzata al Presidente in esercizio dell’OSCE, chiedendo la chiusura del Processo di Minsk dell’OSCE e delle sue strutture correlate.

Così progredisce l’agenda di pace in un’area gravata da tesioni altissime, che da domani vedrà la nascita di uno speciale progetto di connettività da attuare all’interno del territorio armeno: la “Rotta Trump per la Pace e la Prosperità Internazionale”. Questa iniziativa, guidata dagli Stati Uniti, intende stabilire una connettività senza ostacoli tra la parte principale dell’Azerbaigian e la sua Repubblica Autonoma di Nakhchivan attraverso il territorio dell’Armenia.

Inoltre, nell’ambito della visita, alla presenza del Presidente dell’Azerbaigian e dell’Inviato Speciale del Presidente degli Stati Uniti, è stato firmato un Memorandum di Cooperazione tra SOCAR ed ExxonMobil Corporation. Il documento mira a rafforzare le relazioni positive esistenti tra le due aziende e ad esplorare potenziali aree di cooperazione nella valutazione delle opportunità di estrazione di petrolio e gas, sia convenzionali che non convenzionali, nella Repubblica dell’Azerbaigian.

Il dato geopolitico si ritrova, inoltre, nell’esclusione della Russia dall’intera area caucasica come pivot, a tutto vantaggio di Washington e quindi anche di Nato e Ue che potranno così avere una nuova opportunità di migliorare relazioni e opportunità.


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