Alexandria Ocasio-Cortez, leader della sinistra americana ultraprogressista che vorrebbe sostituire Donald Trump alla Casa Bianca, ha dato prova del suo posizionamento geopolitico in occasione della conferenza sulla sicurezza di Monaco.
Non si è impegnata a difendere Taiwan se la Cina dovesse mai invaderla. Non ha detto, a precisa domanda, se gli Stati Uniti dovrebbero difendere Taipei in caso di attacco condotto da Pechino, lasciando esterrefatti tutti gli alleati degli Stati Uniti e tutti coloro che credono ancora nel diritto internazionale e nella sovranità degli stati.
Ecco le sue parole: “Ehm, sapete, penso che questa sia una, sapete, penso che questa sia, questa sia ovviamente una politica di lunga data degli Stati Uniti”, ha risposto alla domanda della moderatrice Francine Lacqua di Bloomberg TV. “Ciò che speriamo è di essere certi di non arrivare mai a quel punto”, ha aggiunto. Senza prendere una posizione precisa sul merito della questione, un tema che negli ultimi anni ha visto moltissimi paesi in campo, come l’Italia e il Giappone.
La non-intervista di Ocasio-Cortez andrebbe fatta vedere a chi, anche in Italia, si iscrive alla folta schiera dei pacifinti, convinti che sia sufficiente essere di una certa parte politica per avere la verità in tasca, senza sapere nulla di geopolitica.
D’altronde basterebbe rivedere l’elenco degli ospiti italiani alla parata di Xi, per avere un’idea più precisa.
(Foto: Ocasio X)


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