Volevano multare i giudici perché critici con il premier socialista Pedro Sánchez, sua moglie Begoña Gómez e Irene Montero, europarlamentare di Podemos. Ovvero lo zoccolo duro del potere in Spagna. Addirittura sarebbero incorsi in una sanzione di almeno 6000 euro. Ma il Consiglio generale della magistratura (CGPJ) ha respinto le sanzioni della “politica progressista” contro i giudici. Altro che referendum sulla giustizia.
Ruiz de Lara è presidente del Tribunale Commerciale Numero 11 di Madrid: in una serie di post pubblicati su X nel dicembre 2024 a proposito di Sánchez e a sua moglie scriveva che “attaccare i giudici è un tentativo di colpo di stato, è un’accusa anti-establishment, tipica di un autocrate che trasforma i pesi e contrappesi di una democrazia in un bersaglio da distruggere perché impediscono la sua impunità. Un attacco all’essenza stessa della democrazia”. In precedenza aveva dato del “bugiardo patologico” al Ministro della Giustizia.
Da tempo la guida socialista della Spagna è gravata dal peso dello scandalo che ha colpito sua moglie Begona Gomes, coinvolta insieme a Cristina Álvarez e all’imprenditore Juan Carlos Barrabés. La donna è stata indagata per traffico di influenze, corruzione negli affari, appropriazione indebita di marchio e intrusismo professionale. Il giudice Peinado sta cercando di accertare se siano state violate leggi nella raccolta fondi e nell’assegnazione dei fondi per il dipartimento universitario.
Ma non è tutto, perché Sanchez è in imbarazzo anche per gli arresti che hanno toccato gli altissimi papaveri del Psoe: Koldo, Cerdán e Ábalos.


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