Non solo missili, droni, spionaggio o tavoli diplomatici. La guerra in Ucraina è stata caratterizzata soprattutto da fake news, ideate e costruite dal regime di Putin per diffondere il messaggio farlocco della sconfitta di Kyiv. In Senato Fratelli d’Italia (dopo l’iniziatova messa in campo nel 2025 e 2024 con la moneta commemorativa) ha voluto accendere un focus su questo aspetto anche grazie ad un documento elaborato dall’Ufficio studi di FdI, nella consapevolezza che la guerra ibrida è ormai parte integrante delle strategie di attacco e di difesa.
Lo ha detto chiaramente il deputato Francesco Filini, secondo cui “da quattro anni circolano fake news che raccontano come l’Ucraina avrebbe perso la guerra sin dalle prime settimane”.
In realtà, la situazione sul campo è tutt’altra: “ci parla di una Russia impantanata, che non riesce più a uscire da un inferno che si è andata a cercare, perché non si aspettava la risposta ucraina all’aggressione di quattro anni fa»”. E ha spiegato che oggi “siamo qui, insieme a tanti ospiti per raccontare come stanno realmente le cose e per smascherare l’enorme quantità di fake news che purtroppo vengono rilanciate qui in Italia da persone che probabilmente si bevono la propaganda russa e la rilanciano. Noi siamo qui a testimoniare la verità”.
La postura dell’Italia, ha evidenziato il sottosegretario all’attuazione del programma, Giovanbattista Fazzolari, è sempre stata a sostegno dell’Ucraina, precisando che “abbiamo messo più volte la fiducia su più provvedimenti anche per ragioni di tempo e di semplicità, ma non c’è mai stato un problema nella maggioranza sul sostegno all’Ucraina”.
In tutto questo gioco di trattative, ha aggiunto, “il pericolo più grande che abbiamo è quello di giungere alla fine a una pace tra Mosca e Kiev senza aver inglobato pienamente l’Ucraina nel contesto europeo, nel nostro sistema di difesa o nel nostro sistema dell’Unione Europea”. Per questa ragione ritiene che sia interesse dell’Italia e dell’Europa che l’Ucraina resista dal momento che il destino del Paese aggredito e quello del vecchio continente sono complementari.
Al convegno di Fdi era presente anche il giornalista ucraino Vladislav Maistrouk, che ha precisato un elemento soesso sottovalutato: “Nonostante i bombardamenti alle infrastrutture di Kiev, l’opinione pubblica non è mai cambiata. Non accettiamo una qualsiasi condizione dalla Russia, che spesso ha fatto promesse sulla pace mai concretizzate”.


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