TUTTI GIU’ DAL CARRO DI MACRON, ORMAI E’ FUGA

Sono ricche di curiosità le elezioni amministrative francesi che in questi giorni stanno monopolizzando l’attenzione generale del paese. Su tutti spicca un dato: la fretta con cui molti candidati intendono smarcarsi dal presidente della repubblica Emmanuel Macron.

Come fatto da Franck Riester, ex Ministro della Cultura che non ostenta proprio la sua appartenenza al movimento macroniano nel tentativo di tornare alla guida della sua città nella Senna e Marna, dove si considera “più utile” che all’Assemblea Nazionale. Lì il Raggruppamento Nazionale (RN) di Bardella e Le Pen sogna di spodestare questo simbolo della presidenza Macron.

A Parigi invece uno dei candidati alla carica di sindaco, Emmanuel Grégoire, mette in imbarazzo la coalizione di sinistra, perché si trova ad affrontare lo scandalo degli abusi sessuali nei programmi extrascolastici, dopo il caso di due presentatori televisivi per bambini, ripresi dalla squadra di “Cash Investigation” mentre baciavano i bambini sulla bocca e li insultavano.

Gregoire se la dovrà vedere contro Rachida Dati, candidata del partito dei Repubblicani (LR) e già Ministro della Cultura, che in caso di ballottaggio potrebbe vedere convergere anche i voti dalla sua avversaria di estrema destra, Sarah Knafo (Reconquête).

Dati sta conducendo una campagna elettorale molto social, con vari video-documenti realizzati per raccontare il degrado parigino. “Questa insicurezza è legata alla cultura delle scuse a Parigi. È tipico della sinistra negare la sicurezza”, ha osservato Dati, criticando il candidato socialista Grégoire per aver affermato che il problema non esiste. “Perché realizziamo video? Proprio perché mostriamo la realtà di Parigi”, ha aggiunto.

Le elezioni comunali si terranno il 15 e il 22 marzo 2026: secondo gli ultimi sondaggi farà la parte del leone il RN, mentre La France Insoumise sta guadagnando terreno e il partito di Macron potrebbe sparire dai radar. Presentando un record di 650 liste, Bardella e Le Pen puntano a conquistare il maggior numero di città per poi puntare direttamente alle elezioni presidenziali del 2027.

(Foto: Macron X)


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