“Esiste un rischio concreto che l’intelligenza artificiale possa ampliare la disuguaglianza di ricchezza se la proprietà non si allarga di pari passo”.
Lo ha scritto Larry Fink, amministratore delegato di BlackRock (con patrimonio gestito di 14.000 miliardi di dollari) nella sua lettera annuale, in cui sollecita una maggiore partecipazione ai mercati come difesa contro la crescente disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza.
Si può restare indietro rispetto all’intelligenza artificiale, come è noto, e il fatto che lo abbia detto pubblicamente uno dei manager più importanti del pianeta è la certificazione che occorre reagire con prontezza.
Ha definito l’intelligenza artificiale “la tecnologia più significativa almeno dai tempi del computer”, pur ammettendo che i suoi potenziali effetti a lungo termine sul mercato del lavoro nazionale rappresentano una “questione di enorme importanza”. E ha precisato: “La storia suggerisce che le tecnologie rivoluzionarie creano un valore enorme, e gran parte di questo valore va alle aziende che le sviluppano e le implementano, e agli investitori che le possiedono. Esiste un rischio concreto che l’intelligenza artificiale possa ampliare la disuguaglianza di ricchezza se la proprietà non si allarga di pari passo”.
Non va dimenticato che, complice la crisi iraniana, i mercati globali sono in forte tensione con i prezzi del petrolio alle stelle e la strozzatura dello stretto di Hormuz, con i timori di inflazione.
E ha concluso: “Nel corso del tempo, rimanere investiti si è rivelato molto più importante che azzeccare il tempismo. Negli ultimi due decenni, ogni dollaro investito nell’indice S&P 500 è cresciuto di oltre otto volte.”


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