RECIPROCITA’ E COMPLEMENTARIETA’: ITALIA E INDIA SECONDO MELONI

Pubblichiamo le dichiarazioni del Presidente Meloni in occasione dell’incontro con il Primo Ministro dell’India.

Buongiorno, grazie di essere qui, grazie a tutti. È per me un onore, oltre che un piacere, aver accolto a Roma il Primo Ministro Narendra Modi, la sua delegazione, in una giornata che sarebbe riduttivo non definire storica per le relazioni tra le nostre due Nazioni.

Il mio amico Narendra Modi è alla guida dell’India ininterrottamente dal 2014, ma quella di oggi è la sua prima missione bilaterale in Italia. L’ultima visita di un Primo Ministro indiano in missione bilaterale, prima di questa risale al 2000, ben 26 anni fa. Oggi noi con questa visita non solamente colmiamo questo vuoto, ma insieme decidiamo di rilanciare.

Questa visita sancisce l’apice di un percorso che in questi anni abbiamo costruito con costanza, con determinazione, per riannodare i fili del nostro rapporto fino a portarlo a livello più alto di sempre. È stato un percorso che ha bruciato le tappe. Nel 2023 io sono stata a Nuova Delhi e, in quell’occasione, abbiamo lanciato il nostro partenariato strategico. L’anno successivo, nel 2024, a margine del G20 in Brasile, ci siamo visti con il Primo Ministro e abbiamo siglato il nostro Piano d’azione congiunto strategico 2025-2029. Oggi qui a Roma eleviamo il nostro rapporto a livello di partenariato strategico speciale, cioè il più alto mai raggiunto nelle relazioni tra le nostre due Nazioni.

E quindi possiamo dire, senza timore di smentita, che ora Italia e India sono più vicine che mai, che le nostre relazioni sono adesso nella condizione di poter esprimere il loro potenziale al massimo livello. Lo dobbiamo chiaramente ai nostri team, ai nostri ministri, ai nostri diplomatici, che hanno lavorato molto in questi anni. Lo dobbiamo ai nostri sistemi produttivi che dimostrano crescente interesse l’uno per l’altro, come dimostra il fatto che nell’ultimo anno abbiamo celebrato tre business forum Italia-India, ma lo dobbiamo anche agli oltre sette incontri che io e il Primo Ministro Modi abbiamo avuto in questi tre anni e mezzo, dai quali è nata chiaramente una comprensione profonda dei rispettivi punti di vista e, se mi è consentito, anche una amicizia sincera, basata sul rispetto, basata sulla fiducia reciproca.

Ho imparato personalmente ad apprezzare la visione, il pragmatismo, la leadership del Primo Ministro, oltre ovviamente al consenso che continua a mantenere tra suoi cittadini dopo diversi anni di governo e credo che questa nostra amicizia e questo nostro rapporto abbia aiutato molto a lavorare così velocemente sulle nostre relazioni bilaterali. E quindi dicevo, oggi è una giornata storica perché le relazioni tra Italia e India compiono un ulteriore salto di qualità.

Quali obiettivi ci diamo. Sicuramente ci diamo l’obiettivo di far crescere il nostro già solido interscambio commerciale fino a 20 miliardi di euro, dagli attuali 14 nei prossimi tre anni, cioè entro il 2029.

Obiettivo molto ambizioso, alla portata, anche sfruttando chiaramente il potenziale dell’accordo di libero scambio sottoscritto tra Unione europea e India. È un obiettivo alla portata anche perché i nostri ecosistemi economici e produttivi sono, si sa, altamente complementari. La dimensione, le infrastrutture digitali, il dinamismo innovativo indiano si combinano molto bene con la forza industriale italiana, l’eccellenza manifatturiera, la capacità di integrazione tecnologica. È chiaramente un ‘integrazione che apre occasioni di business, investimenti, occupazione di qualità, collaborazione industriale, e siamo da questo punto di vista determinati a esplorare fino in fondo tutte queste opportunità.

In questo quadro si inserisce l’impegno a portare avanti insieme l’iniziativa INNOVIT India, che prevede la nascita di un centro italiano a Nuova Delhi, in grado di favorire la collaborazione tra i nostri talenti, tra i nostri ecosistemi innovativi, tra le nostre start-up, aziende, università, istituti di ricerca.

A proposito di innovazione, ci tengo a ricordare il lavoro comune che Italia e India stanno portando avanti da tempo per assicurare che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, cioè la più dirompente rivoluzione della nostra epoca, sia responsabile, rimanga centrato sulla persona. Siamo convinti che innovazione, regolamentazione e sicurezza debbano camminare di pari passo per consentire all’intelligenza artificiale di sprigionare il proprio potenziale in positivo, rispondendo ai bisogni dei cittadini, rimanendo al servizio dell’Uomo.

Da questo punto di vista abbiamo portato avanti molte iniziative politiche, ricordo la Presidenza italiana del G7, ricordo l’AI Summit. In India, hanno lavorato e lavorano con lo stesso obiettivo, sulla stessa lunghezza d’onda. Il nostro obiettivo è ovviamente valorizzare la complementarietà tra i nostri tessuti anche in molti altri settori, dei quali abbiamo ampiamente parlato quest’oggi e anche durante la serata di ieri. Dalla manifattura avanzata alle infrastrutture, dall’energia alla space economy, la difesa è un ambito di cooperazione sul quale stiamo lavorando molto e bene. I minerali critici, l’agroindustria, il trasporto marittimo, il turismo, la cultura, che sono, per due grandi civiltà millenarie, anche un’occasione di crescere insieme.

Le importanti intese che noi sottoscriviamo oggi vanno esattamente in questa direzione, puntano a rafforzare la nostra cooperazione in uno spettro molto ampio di ambiti. È un lavoro che vogliamo arricchire oggi anche con un confronto che avremo dopo queste dichiarazioni stampa con alcuni tra i principali rappresentanti del mondo imprenditoriale, sia italiano che indiano, per confrontarci anche con loro su come meglio possiamo favorire le sinergie tra i nostri campioni industriali, tra i nostri sistemi produttivi e, per quello che ci riguarda lato italiano, anche per attrarre – ma reciprocamente – maggiori investimenti diretti.

Dopodiché, come sappiamo bene, la forza delle relazioni tra le nostre Nazioni non si misura solo dalla profondità dei rapporti politici o dei numeri economici, ma anche, come dicevo, soprattutto dalla capacità di avvicinare sempre di più i nostri popoli, creare occasioni di conoscenza reciproca. Per questo abbiamo deciso di lanciare nel 2027 l’Anno della Cultura e del Turismo Italia-India: un’occasione unica per far dialogare le nostre culture millenarie e renderle sempre più connesse.

Abbiamo in comune un’altra caratteristica: siamo geograficamente due penisole, due piattaforme logistiche che sono proiettate in spazi cruciali per il mondo, il Mediterraneo e l’Indo-Pacifico. Crediamo che rafforzare le interconnessioni tra questi due grandi spazi sia fondamentale, per questo siamo anche determinati a portare avanti l’IMEC: il Corridoio Infrastrutturale ed Economico tra Europa, Medio Oriente e India, un’iniziativa che come sapete è nata in ambito G20, nella quale crediamo entrambi molto perché pensiamo che possa liberare un potenziale straordinario per il nostro commercio, per le nostre imprese e per le nostre relazioni.

Dopodiché ovviamente Italia e India condividono una visione comune su molte delle grandi sfide del nostro tempo: la stabilità internazionale, la difesa delle regole, la sicurezza economica, la resilienza delle catene del valore, la promozione della pace, lo sviluppo inclusivo. Abbiamo parlato anche di molti degli scenari complessi che la nostra epoca ci pone di fronte, sull’Ucraina, del nostro impegno per arrivare a una pace giusta e duratura, sulla crisi iraniana, ci siamo confrontati con l’auspicio comune che il negoziato di pace possa andare avanti, trovare una conclusione positiva, in un contesto che chiaramente sappiamo essere molto precario. Sulla libertà di navigazione, per il ripristino della quale entrambi lavoriamo, siamo due Nazioni che non devono ricordare perché la libertà di navigazione sia molto importante per loro. Indo-Pacifico, dove ovviamente condividiamo la visione indiana di un Indo-Pacifico libero, aperto e inclusivo. In questi scenari che sono sempre più interconnessi tra loro, Italia e India continueranno a fare la propria parte a ogni livello, spesso insieme, per contribuire alla pace e riportare stabilità.

Quindi, caro Primo Ministro, grazie ancora di essere qui, questa visita ci onora, apre una nuova pagina nelle nostre relazioni, pagina che non sarà l’ultima di questo lungo libro che stiamo scrivendo insieme con determinazione, facendo al meglio il nostro lavoro.

C’è una parola indiana che questo lo dice bene, che è “Parishram”, che significa “duro lavoro”, “impegno costante”, “fatica”. Parola che mi dicono essere molto utilizzata in India, viene spesso utilizzata, ci proviamo, in un proverbio altrettanto popolare: “Parishram safalta ki kunji hai”. Che significa “il duro lavoro è la chiave del successo”. Ecco, noi siamo abituati a costruire così le nostre relazioni, con un duro lavoro che però alla fine diventa successo.

Grazie ancora Primo Ministro, prego.

(Foto: Governo.it)


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