La nuova jihad dopo le soluzioni all’acqua di “Colonia”?

colonia2di Claudio Antonelli

Questo fenomeno di criminalità collettiva all’insegna della foia animalesca – “aggressioni sessuali di massa” secondo la polizia tedesca – contro le donne del luogo (non velate e quindi in violazione dei dettami dell‘Islam ortodosso, trasportato nella nuova terra dal migrante, nei suoi bagagli), rischia d’innovare la maniera tradizionale dei tedeschi, uomini e donne, di festeggiare l’ultimo dell’anno. L’innovazione sembra resa necessaria dalla presenza del mitico “Diverso”, l'”Altro”, lo “Straniero” verso le cui giovani e abbronzate braccia il buonismo ci sospinge con prediche quotidiane condannanti pregiudizi e populismo.

Dobbiamo rallegrarci di quest’ultimo apporto del Diverso alle nostre tradizioni? Certamente no. Ma non è facile volgere le spalle alla logica del pensiero unico in vigore. L’accusa di “populismo” dopotutto non perdona…

Gli slogan classici a favore del Diverso sembrano però avere, per una volta, difficile presa. Quali sono i possibili argomenti che assolverebbero l’Altro anche se questo l’ha fatta grossa? “Ieri noi, colonialisti, abbiamo saccheggiato le loro terre e abusato delle loro donne. E anche i crociati mille anni fa… Oggi cercano di farlo loro, e dopo tutto, almeno per il momento, solo una volta all’anno…” Questo ragionamento tipico dei seguaci della scuola che chiamerei “alla ‘Gian Antonio Stella‘ basata sul “Ieri noi, oggi loro” non credo convincerà le donne pesantemente palpeggiate, aggredite e derubate, e neppure i loro figli, mariti, fidanzati, parenti, colleghi, amici. Qualcuno potrebbe dire (e ha detto) “violenze e discriminazioni sulle donne sono diffuse anche in Occidente” o ancora “la stessa Bibbia tratta la donna come un essere inferiore”. Argomenti deboli, anche se meritevoli di rispetto perché scaturiscono dall’insopprimibile bisogno degli italiani di portare avanti il discorso dell’autoflagellazione nazionale; questa autentica, anche se non gloriosa, bandiera identitaria basata sul “Si’, pero’ anche noi…”

Nelle discussioni sui fatti di Colonia, non farà presa l’arma di distruzione di massa che tura la bocca da sempre ai tedeschi: il nazismo. Perché i più coraggiosi fra loro replicheranno: “Sì è vero, il nazismo fece di ben peggio, ma cosa c’entra…?”

Io invocherei a favore degli immigrati arabi e africani, autori di queste “aggressioni sessuali di massa”, l’attenuante della sbornia di massa, ammessa in Germania ma non nei paesi musulmani. Il mio ragionamento: questi immigrati hanno adottato il culto del bere in vigore in Germania, restando però fedeli alla concezione maomettana a carattere predatorio sulla donna. A Colonia abbiamo assistito, in definitiva, al classico malinteso causato dall’incontro-scontro di culture. Cosa volete, gli scambi “multiculturali” non sempre producono buoni frutti. In seguito ad incroci un po’ azzardati, dai laboratori multiculturali fuoriescono spesso ibridi meritevoli solo di eutanasia. Che si pensi agli “spaghetti con meat balls”, frutto di un esperimento avvenuto anni fa in una cucina italo-americana…

colonia3Non si può negare: il “Volemose bene!” rivolto all'”Altro”, al “Diverso”, al “migrante”, al “disperato”, allo “Straniero” è stato da lui interpretato in maniera “diversa” dalla nostra. Il “Diverso” dopotutto è veramente diverso. Ed è stata una sorpresa per molti. Ma andiamoci piano con le nostre condanne. Heriette Reker, sindaco di Colonia, ha saggiamente suggerito alle donne tedesche di “mantenersi a distanza di sicurezza da persone dall’aspetto straniero”.

Pare che basterà la lunghezza di un braccio. Una soluzione all’acqua di colonia. Il flusso epocale d’immigrati, comunque, continuerà, vista anche la denatalità degli occidentali. E la denatalità sarà irresistibilmente sconfitta quando la distanza con il corpo “estraneo”, inevitabilmente, si accorcerà. Per il momento pero’, le donne tedesche, camminando per strada, dovranno tenere tette, sedere e tutto il resto fuori dalla portata di braccio del Multiculturalismo. Ma sono sicuro che nella penisola, i nostri buonisti – anti-omofobi e mondialisti – da tempo abituati a rivolgere l’altra guancia proporranno ora l’altra chiappa, o anche tutte e due, ai famelici giovani musulmani.

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