Cina, atlantismo e Via della Seta: tutti i dubbi sulle mosse del governo

di Paolo Falliro

L’Adriatico sarà il terminale della nuova Via della Seta, dopo Cosco al Pireo? Da un lato l’Italia ha bisogno di acquirenti esteri del proprio debito pubblico, ma dall’altro è pur vero che se i cinesi diverranno un acquirente privilegiato si porrà allora il problema della nostra collocazione internazionale: il rischio dello schiacciamento geopolitico verso oriente a quali scenari espone l’Italia?

Quesiti legittimi, che il Governo pare però non porsi, aprendo una riflessione in chi si chiede se si stia realizzando un ribaltamento completo della tradizionale policy italiana che tocca anche la sicurezza nazionale.

L’accordo tra il Porto di Trieste e i cinesi di CCCC, nell’ambito della Via della Seta marittima che tocca anche Taranto, secondo l’ambasciatore Ettore Sequi serve ad aprire la rotta per i prodotti italiani verso la Cina. Ma Zeno D’Agostino, presidente dell’Autorità portuale di Trieste aggiunge che i “cinesi si sono impegnati a investire in due piattaforme logistiche nell’area di Shanghai e del Guangdong, collegate con Trieste per favorire l’export di prodotti italiani. Non è in discussione il controllo del nostro porto, che resta italiano, a noi non interessano i soldi cinesi, non siamo disperati come i greci del Pireo, noi vogliamo portare valore nel nostro territorio, costruendo una opportunità di crescita per la città e per le imprese italiane dell’export”.

Di fatto però se al Pireo la privatizzazione di Cosco è stata graduale e ora totale, adesso i cinesi lì stanno investendo parimenti in piattaforme e containers, oltre che in strutture limitrofe per accogliere i turisti. Si calcola che il fondo cinese Fosun ha acquistato il Club Mediterranee in Grecia e recentemente anche Thomas Cook appena fallita, con l’obiettivo di mandare in Grecia entro 4 anni un milione di turisti cinesi (ora sono fermi a 100mila).

Per cui certo che sono cambiati i flussi in Grecia con Cosco, ma di pari passo anche i collegati alle merci (ovvero droga e contraffazione che sono aumentati esponenzialmente nell’Egeo proprio per il nuovo impatto del Pireo) e soprattutto sono aumentati al cubo gli interrogativi sulla postura nella politica internazionale. Passaggio che alla Farnesina sembra tendano a sottovalutare.

twitter@PrimadiTuttoIta

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