I servizi consolari? Troppo lenti, li riformeremo. Parla Zehentner

Il candidato al Senato, circoscrizione Europa: “Troppi 6 mesi per l’iscrizione all’Aire”

di Vittorio Casali De Rosa

Da dove nasce il suo percorso di italiano nel mondo?

Io sono di origini istriane e giocoforza la mia famiglia ha dovuto abbandonare l’Istria e l’Italia durante l’esodo dopo la seconda guerra mondiale. Siamo andati fra la Germania e Londra ed io ho vissuto per dieci anni in Germania. Sono tornato in Italia poi per laurearmi in sociologia e ho iniziato a lavorare in banca. Mi sono trasferito a Barcellona per un incarico nel settore dell’automotive nel 2004. Da allora mi vivo là. Adesso sono dirigente di una azienda privata che opera nel settore dell’energia rinnovabile. A Barcellona sono stato anche presidente onorario delle ACLI, ho sempre cercato di coniugare il mio impegno sociale con quello politico a servizio della comunità italiana in Spagna.

Come è iniziata l’esperienza in FdI? 

Quattro anni fa ho avuto l’opportunità di collaborare con il partito di Fratelli d’italia per aiutare le comunità italiane nel mondo. Ho lavorato col Gruppo al Senato per ottenere il riconoscimento dei titoli di studio degli italo venezuelani nell’Unione Europea, soprattutto in Italia ed in Spagna. E questo si è dimostrato fondamentale durante la crisi sanitaria e successivamente per favorire l’immigrazione di profili altamente qualificati nei nostri due paesi.

Quali difficoltà deve affrontare un italiano che vive nel suo raggruppamento elettorale?

Le difficoltà sono soprattutto legate al malfunzionamento degli uffici consolari. Non è possibile che un italiano debba aspettare sei mesi per l’iscrizione all’AIRE o che alcuni connazionali debbano attendere fino a cinque anni (una situazione che ho visto personalmente) per ottenere la trascrizione di un atto di nascita. Molti funzionari consolari non sono in grado di gestire la parte amministrativa ordinaria per aiutare gli italiani che vivono all’estero. Il funzionamento dei consolati è critico e comporta molte difficoltà per le nostre comunità nel mondo. 

Cosa farà una volta eletto per aiutare le comunità italiane? 

La mia attività parlamentare sarà soprattutto incentrata alla riorganizzazione della rete consolare col ministero degli Esteri, che è veramente in una condizione critica e grave. Dobbiamo garantire il funzionamento dell’apparato burocratico e fornire i servizi di cui le nostre comunità hanno bisogno e di cui hanno diritto. E coi diritti non si scherza.

Cosa dicono i suoi avversari in questa campagna elettorale? 

C’è uno strano silenzio. È un momento in cui non subiamo attacchi importanti in Spagna. I cinque stelle sono scomparsi ed il Partito Democratico è in forte difficoltà oggettiva. Loro stessi ammettono che Letta sta lavorando malissimo. Noi dobbiamo andare avanti nel fare il nostro lavoro senza guardare troppo cosa fanno gli altri. È una delle prime volte che abbiamo veramente i numeri per fare un buon risultato in Italia come all’estero e per poter essere protagonisti nella formazione del Governo del Paese.

In tutti questi anni i rappresentanti del PD cosa hanno fatto per voi italiani all’estero?

Io posso parlare per la collettività europea, non hanno fatto assolutamente nulla. Abbiamo avuto senatori completamente assenti. L’ultima volta che sono venuti a Barcellona sono passati per fare un aperitivo perché fiutavano l’arrivo delle elezioni e questo non solo qui ma anche in altri territori. 

Come sta portando avanti la campagna elettorale? 

Adesso mi sto concentrando in una campagna elettorale porta a porta. Sono in Slovenia e Croazia ad incontrare le nostre comunità per spingerle a votare per noi, per il cambiamento e per Giorgia Meloni. Così portiamo voti nuovi, freschi che prima di oggi non avevano quasi mai preso parte alla scelta dei parlamentari della circoscrizioni estero. E così facciamo emergere anche nuove necessità, nuove realtà dell’italianità nel Mondo. Per la conclusione della campagna elettorale tornerò in Spagna: Barcellona, Valencia, le Canarie, Madrid.

Perché votare Alessandro Zehentner e Giorgia Meloni? 

Prima di tutto deve votare il partito e la Presidente e poi il candidato. Questa è la prima volta in vent’anni che possiamo sorpassare il PD in Europa. Dobbiamo convincere tutti quelli che possiamo per votare Fratelli d’Italia ed il centrodestra poiché siamo una coalizione. È veramente fondamentale che questa volta i nostri connazionali votino Annone e Stabile alla Camera e Zehentner al Senato. Vorrei ringraziare in conclusione il contributo del presidente Meloni che ha presentato i nostri candidati in Europa. Ha fatto sentire il suo supporto e ha mostrato che siamo una comunità coesa che lavora con come unico obiettivo il bene dell’italia e degli italiani, in Europa e nel mondo. 

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