Meno Imu e più made in Italy: la via di Arcobelli per gli italiani all’estero

Intervista al Presidente del CTIM e membro del CGIE, candidato al Senato nella circoscrizione estero Nord e Centro America

di Raffaele de Pace

“Pronti”, recita lo slogan di Fratelli d’Italia: perché gli italiani all’estero dovrebbero votarvi?

Per l’impegno costante e per l’attivismo espresso nelle numerose attività svolte negli ultimi 30 anni sempre con coerenza e lealtà al servizio delle comunità italiane all’estero ed in particolare nell’ America centrale e settentrionale. 

Quali le priorità programmatiche per le comunità italiane?

Promozione dell’identità nazionale. Prima l’Italia e gli italiani ovunque essi vivano. In secondo luogo riapertura dei termini e riacquisto della cittadinanza. Poi la promozione della lingua e cultura italiana all’estero, il rafforzamento dei rapporti bilaterali tra università e incremento borse di studio.

Inoltre la promozione del made in Italy, l’agevolazione e l’incremento degli scambi commerciali, della ricerca e dell’innovazione tra Nord e Centro America e Italia. E ancora: il rafforzamento della rete consolare italiana per renderla più efficiente e ancora di più al servizio dei cittadini; il ripristino dei Consolati Generali di Edmonton in Canada e Newark in USA; l’assistenza sanitaria gratuita in Italia ed agevolata per i nostri connazionali ovunque essi risiedano e stessi diritti e doveri degli italiani per le tasse sulle prime case, compresa l’abolizione della tassa IMU. Inoltre propongo il miglioramento delle convenzioni e delle procedure riguardanti le pensioni, il potenziamento delle strutture culturali e dei mezzi di informazione rivolti ai nostri connazionali all’estero, la promozione del cosiddetto turismo delle radici, dei giovani e dello sport per facilitare le procedure di interscambio tra Nord e Centro America e Italia. Infine due temi particolari: il ripristino del Ministero per gli Italiani nel Mondo, soppresso dai governi di sinistra e le riforme degli organi di rappresentanza COMITES e CGIE. 

Cosa proponete per sgravare l’imu sugli immobili?

Molto semplice: noi vogliamo avere gli stessi doveri e diritti dei connazionali che vivono in Patria. 

Se i connazionali che risiedono in Italia non pagano la tassa sulla prima casa dovrebbe essere lo stesso per gli italiani di oltre confine.

Come nasce il suo impegno, tra Ctim e Cgie?

Da una vocazione di aiutare il prossimo, di assistere i più deboli e gli indifesi, i discriminati e i denigrati, di far valere quei principi e valori dell’Italianita’ nel mondo nel promuovere le eccellenze italiane, la lingua, la cultura, la storia e le tradizioni. Una meravigliosa storia con valori del patriottismo e avventura cominciata all’inizio degli anni ’90 accanto a Mirko Tremaglia Fondatore del Comitato Tricolore di cui oggi mi onoro essere il presidente. E poi con l’impegno messo in campo negli organi di rappresentanza di base dei Comites ed intermedio al consiglio generale degli italiani all’estero, dove alle ultime elezioni sono stato il primo degli eletti premiando così il lavoro fatto sul campo. 

Cosa si sente di promettere alle comunità di italiani nel mondo?

Sono stato sempre realista e pragmatico, non voglio promettere cose che poi magari non si potranno portare a termine. Certamente, però, ascoltare con molta attenzione e cercare di inoltrare quanto esposto nel programma a livello parlamentare e governativo e quelle istanze che le comunità italiane all’estero mi auguro possano beneficiare.

Un peccato non aver proceduto con la riforma del voto elettronico?

La riforma degli organi di rappresentanza con la riforma del voto all estero e della legge elettorale già doveva essere completata. Purtroppo i governi degli ultimi anni e la maggioranza parlamentare non hanno avuto l’interesse e le capacità per risolvere queste tematiche. Adesso siamo pronti con Fratelli d’Italia a dare il nostro contributo. Sono fiducioso che se nel probabile Governo di centro destra ci sarà come auspicabile la guida di Giorgia Meloni, ci potrebbe essere una corsia preferenziale nel cominciare un percorso di riforme che servono all’Italia, incluso l’elezione diretta del Presidente del Consiglio e della Repubblica e le modifiche procedurali per mettere in sicurezza il voto all’estero, sia in un formato elettronico, fino a quando sarà del tutto collaudato e sia nel formato cartaceo.

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