GLI INVESTITORI? CREDONO NELL’ITALIA. PER 190 MILIARDI DI MOTIVI

A leggere certe dotte analisi apparse, dal referendum in poi, sui media italiani sembra quasi che il paese sia sull’orlo del fallimento. Quasi che fossimo tornati all’agosto del 2022 quando, alla vigilia delle ultime elezioni politiche, si fantasticava sull’arrivo della troika, sull’Italexit, sull’ennesimo governo tecnico che si sarebbe insediato in Piazza Colonna a causa della vittoria della destra di Giorgia Meloni.

I numeri della fiducia nell’Italia, oggettivi e non passibili di una campagna social come quella in atto in queste settimane, smentiscono i catastrofisti e riconsegnano un quadro improntato alla fiducia nei confronti del’operato del governo.

Il nuovo BTP a 10 anni e il nuovo BTP€i a 20 anni hanno registrato richieste 11 volte superiori all’offerta, per una domanda complessiva di oltre 190 miliardi di euro. In particolare, per il nuovo BTP con scadenza 1 luglio 2036 la domanda è stata di di oltre 157 miliardi, per il BTP€i con scadenza 15 febbraio 2046 è stata di oltre 36 miliardi. In totale 17,5 miliardi tramite 400 investitori per il BTP a 10 anni e circa 200 per il BTP€i a 20 anni, con 45 paesi coonvolti nel titolo decennale e 26 in quello ventennale).

Fortissima la partecipazione di investitori esteri, che hanno sottoscritto una quota pari all’88,2% del 10 anni e all’81,4% del 20 anni, mentre gli investitori domestici hanno acquistato rispettivamente l’11,8% e il 18,6%.

Numeri che raccontano di una credibilità internazionale (di mercati, azionisti, investitori e stati) riconosciuta, che dovrebbe essere raccontata a cittadini e imprese e non rimessa in discussione (da una parte e certi media a rimorchio) per meri scopi elettorali.


Commenti

Rispondi

Scopri di più da PRIMA DI TUTTO ITALIANI

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere