ALTRO CHE ITALIA ISOLATA, IL TIMES INCORONA (DI NUOVO) GIORGIA

“Straordinaria longevità politica del governo”. The Times dedica al Presidente del Consiglio una lunga e articolata analisi, mettendone in risalto un elemento in nettissima discontinuità con la storia repubblicana italiana: la durata e la stabilità del suo esecutivo.

Il principale quotidiano inglese ritiene che Giorgia Meloni sia un esempio a cui debbano ispirarsi anche altri leader europei, Regno Unito in primis.

L’Italia è una porta girevole di Primi Ministri, perché Giorgia Meloni è durata?, si chiede The Times. “Il suo paese ha avuto 68 governi dalla guerra, ma questo è a tre mesi dal diventare il suo servizio più longevo” e batterà il record stabilito dal secondo governo di Silvio Berlusconi che è durato dal 2001 al 2005.

Si legge: “La longevità politica della prima donna leader italiana è tanto più straordinaria dato il numero di governi in Europa che sono caduti vittima della turbolenza politica della prima metà degli 2020. Al contrario, le valutazioni di approvazione di Meloni sono rimaste a circa il 40 per cento, rendendola di gran lunga la politica più popolare del paese. I sondaggi danno al suo partito un paio di punti in più rispetto al 26 per cento che ha vinto alle ultime elezioni quasi quattro anni fa, qualcosa che Sir Keir Starmer o Friedrich Merz, il travagliato leader tedesco, potevano solo sognare”.

Dunque la longevità di un governo è il primo passo verso un quadro di macro stabilità che ha effetti positivi su tutte le componenti interne ed esterne, come dimostra la fiducia che le agenzie di rating hanno manifestato nei confronti dell’Italia, dopo anni passati a bocciare i nostri conti (risultati raggiunti nonostante una sciagurata zavorra che si chiama super bonus).

Nell’analisi viene anche citata la testimonianza dell’ex premier inglese Sunak, che con Meloni ha costruito un solido rapporto: “Quando Giorgia è diventata primo ministro, penso che molte persone l’abbiano sottovalutata e certamente alcuni altri leader europei la guardavano dall’alto in basso. Penso che pensassero che le sue opinioni sull’immigrazione, ad esempio, fossero sbagliate. Ma è molto dura e le è stato dimostrato di avere ragione non solo su quel problema, ma più in generale. La sua naturale capacità di connettersi con le persone è, penso, notevole”.

In Gran Bretagna, dunque, emergono tre peculiarità del premier: consenso popolare, unità della coalizione e pragmatismo. The Times ancora una volta lo ha messo nero su bianco.

Altro che Italia isolata.


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