Un momento “alto” di ascolto e di confronto, per elevare nell’olimpo del sapere tutta la comunità scientifica italiana all’estero, prezioso supporto per il sistema della ricerca nazionale. A Roma si è svolta la XX Conferenza dei Ricercatori Italiani nel Mondo, nella Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dopo la scelta di tenerla a Bruxelles nel 2025. Una straordinaria occasione per ascoltare illustri relatori, tutti di elevato profilo scientifico, ovvero i ricercatori italiani provenienti da tutti i continenti.
La manifestazione ha avuto il patrocinio di Presidenza del Consiglio dei Ministri, Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Commissione Europea, Ministero dell’Università e della Ricerca, MAECI – Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ministero della Difesa, Istituto Superiore di Sanità ed ENEA, ed è stata promossa come di consueto dal Chairman Vincenzo Arcobelli, consigliere del CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero) e Presidente del CTIM (Comitato Tricolore per gli Italiani all’Estero).
Ha portato il saluto del governo Valentino Valentini, viceministro delle imprese e del Made in Italy, che ha osservato: “Il made in Italy più autentico sta nelle persone. Voi siete il made in Italy. Trasformate il compito in un’opera. ‘La scienza non ha patria, perché la scienza è patrimonio dell’umanità’ diceva Louis Pasteur. Voi siete i nostri testimonial più autorevoli, siete gli ambasciatori più autorevoli. Siete una comunità dispersa nel mondo ma unita. E l’incontro di oggi lo dimostra. Siamo qui con la volontà di realizzare qualcosa insieme. Avete lasciato l’Italia per opportunità. Le ragioni di chi va all’estero sono note. Bisogna affrontare questo fenomeno ma bisogna anche guardare avanti e vedere cosa c’è di positivo. I ricercatori sono qui oggi per creare nuove reti e sinergie. Ogni collaborazione che nasce da incontri come questo di oggi vale più di altri accordi. La diaspora scientifica è una risorsa strategica per Paese”, ha concluso.
“Dopo il successo della XIX edizione, svoltasi a Bruxelles nel maggio del 2025, la XX Conferenza torna in Italia, a Roma, segnando un simbolico ritorno e un rafforzamento del legame tra la diaspora scientifica italiana e la Nazione – ha osservato nel suo intervento Arcobelli – Un pensiero commosso va ai caduti del personale militare e civile che hanno sacrificato la propria vita nelle missioni di ricerca, durante test e collaudo nei cieli, in mare e sulla terra. Il loro esempio di dedizione al progresso scientifico e al servizio del Paese resta per tutti noi un faro indelebile. Oggi celebriamo con orgoglio e gratitudine un percorso straordinario: vent’anni di impegno, passione e visione condivisa. In questi due decenni la Conferenza è diventata un punto di riferimento essenziale per migliaia di menti italiane che, pur operando oltre i confini nazionali, hanno continuato a sentirsi parte viva della comunità scientifica e culturale del nostro Paese. Questa edizione straordinaria riunisce donne e uomini, giovani e veterani della cultura scientifica, provenienti dai cinque Continenti. Arrivare fin qui non è stato né scontato né facile, ma proprio per questo il risultato è ancora più significativo”.
E ha aggiunto: “In vent’anni avete costruito ponti invisibili ma solidissimi tra l’Italia e il mondo. Avete trasformato la distanza geografica in ricchezza di prospettive, la diaspora in una rete di eccellenza e la lontananza in opportunità di crescita collettiva. Ogni edizione ha rappresentato un momento di incontro autentico, di scambio fecondo e di rinnovato amore per la ricerca, l’innovazione e la cultura italiana”.
Da segnalare il messaggio di auguri del Presidente della Camera Lorenzo Fontana, dell’Ambasciatore italiano a Washington Marco Peronaci e del Presidente di ENEA, Francesca Mariotti.
Il diplomatico di stanza negli Usa ha osservato che questa importante iniziativa rappresenta, da ormai vent’anni, un punto di riferimento per la valorizzazione della straordinaria comunità dei ricercatori italiani attivi all’estero e per il rafforzamento dei legami tra il nostro Paese e le reti internazionali della conoscenza, dell’innovazione e della ricerca.
“Gli scienziati, i ricercatori e gli innovatori italiani offrono un contributo straordinario al progresso scientifico e tecnologico nei settori più strategici del nostro tempo: dall’intelligenza artificiale alle tecnologie quantistiche, dalle scienze della vita all’energia, fino all’esplorazione spaziale. La loro presenza rappresenta un patrimonio prezioso per l’Italia e per i Paesi che li ospitano.
In un contesto globale caratterizzato da sfide sempre più complesse e interconnesse, la diplomazia scientifica assume un ruolo strategico crescente. La ricerca e l’innovazione costituiscono infatti strumenti essenziali per rafforzare il dialogo tra i Paesi, favorire la crescita economica, affrontare le grandi sfide globali e contribuire alla costruzione di società più prospere, sostenibili e resilienti”.
Ha messo l’accento sul legame fra scienza e comunità il numero uno di ENEA, secondo cui da Houston a Dallas, da Miami a Vancouver, da Bruxelles fino a Roma, c’è un percorso lungo, fatto di scienza e di comunità, che continua a crescere grazie alla passione e alla determinazione di chi porta l’Italia nel mondo attraverso il proprio lavoro.
“Soprattutto un percorso, che l’ENEA ha avuto il privilegio di accompagnare nel tempo, e al quale siamo lieti di contribuire anche in questa edizione. Questa conferenza rappresenta qualcosa di raro: uno spazio in cui eccellenze disperse nei cinque continenti si ritrovano, si riconoscono e si parlano.
Non è un esercizio celebrativo o retorico ma un’occasione concreta per costruire e rafforzare una comunità scientifica. L’ENEA vuole essere un interlocutore affidabile in questo percorso: un ponte tra la comunità scientifica globale e le istituzioni nazionali, nella convinzione che il futuro della ricerca italiana si costruisca anche — e soprattutto — attraverso chi ha scelto di confrontarsi con il mondo”.


Rispondi