Sul nuovo numero: Buona fine e buon principio, cosa ci attende


Buona fine e buon principio”: è il titolo scelto dal numero di dicembre di Prima di Tutto Italiani.

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Quante sfide, quanti progetti, quanti affanni. Ma anche obiettivi, curvoni della storia ed un appuntamento elettorale che sarà molto complesso e articolato – si legge nel fondino di apertura – . Il 2018 è dietro l’angolo e si mostra gravido di fatti e direttrici di marcia. Si chiude un anno complicato, ma se ne apre uno forse decisivo. Le urne del prossimo marzo, la manovra correttiva che il nuovo esecutivo dovrà gioco forza fare, l’euroinstabilità, la promozione del made in Italy e il nuovo corso del Ctim.

Sì, c’è anche quello: un nuovo direttivo, questo magazine da potenziare, la storia da non dimenticare, i prodotti italiani da non sacrificare sull’altare della globalizzazione (e delle truffe alimentari). E ancora, la Legge Tremaglia che qualcuno vorrebbe cancellare, le foibe che in troppi ancora non vogliono ricordare.

L’impegno è uno solo: il coraggio della verità, la passione tricolore nei cinque continenti e la voglia di primeggiare. Buona fine e buon principio.

 

Da segnalare sul nuovo numero il fondo di Roberto Menia sulla chiarezza come valore aggiunto, il ricordo dell’ex ministro Altero Matteoli vergato da Francesco De Palo, la riflessione di Claudio Antonelli su sessismo e media, i cento anni di Porto Marghera raccontati da Enzo Terzi e il ricordo della tragedia di Monongah.

 

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