Brand Parma e prodotti farlocchi: adesso basta con l’avanspettacolo

prosciutto_di_parma_-_marchio_a_fuoco3Dobbiamo essere portati a credere che l’ufficio marchi statunitense sia in mala fede? Stando alla decisione che ha preso, ovvero di impedire che il nome della città di Parma non possa essere utilizzato in esclusiva all’interno di un brand, le premesse per essere in disaccordo ci sono tutte.

La registrazione era stata ideata dall’Associazione Sistema Parma di Comune, Provincia, Università e Comera di Commercio ma se la decisione dell’ufficio marchi fosse confermata, allora il rischio è che chiunque potrà avvalersi del nome di Parma per scopi promozionali e commerciali. Andando ad inficiare il significato qualitativo che quel nome specifico ha per eccellenze della città riconosciute in tutto il mondo. Il prosciutto, il parmigiano, tanto per citare due esempi, avrebbero delle ripercussioni.

Ma se i soggetti coinvolti, in questo caso come in moltissimi altri che hanno visto protagonista il made in Italy dei prodotti, fossero stati in buona fede allora come mai continuano a mettere i bastoni fra le ruote a chi, ad esempio, punta alla tutela internazionale di un marchio “Parma”?

Non ci sono solo, a questo punto, le mille e più associazioni dei produttori che chiedono provvedimenti seri contro tutte le imitazioni delle eccellenze gastronomiche locali. Ma per punire il Permasan e altri furbastri simili, serve che anche il governo entri con decisione, e a gamba tesa, contro i falsi che fanno solo danno al nostro pil.

twitter@PrimadiTuttoIta

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