Vi racconto come si diventa pilota delle Frecce Tricolori

slangendi Francesco De Palo

“Stendere il tricolore italiano più lungo del mondo nei cieli di tutto il mondo è un’emozione fortissima che si rinnova manifestazione dopo manifestazione”. Non è retorica quella che affida al nostro magazine il comandante della Pattuglia Acrobatica Nazionale, il tenente colonnello Jan Slangen. Bensì realtà tangibile. Le Frecce Tricolori come vessillo dell’italianità nei cinque continenti, per rappresentarne proprio l’eccellenza.

Come si diventa Comandante delle Frecce Tricolori?
Tutti i piloti delle Frecce Tricolori provengono dai reparti operativi dell’Aeronautica Militare, ogni anno viene effettuata una selezione alla quale possono partecipare i piloti militari che abbiano conseguito almeno 750 ore di volo su di un velivolo jet. Si esordisce in formazione da gregario, successivamente in base all’esperienza e alle attitudini dimostrate, si prosegue in seno alla formazione acrobatica. Tra i Piloti maggiormente idonei si individua poi il capoformazione che poi, tradizionalmente al termine di questa importante esperienza viene nominato Comandante delle Frecce Tricolori.

Quali le caratteristiche indispensabili per far parte della pattuglia acrobatica?
Essere una squadra rappresenta il segreto più importante delle Frecce Tricolori, uno degli aspetti a cui prestiamo maggiormente attenzione durante la fase di selezione del nostro personale è la capacità di agire in gruppo, caratteristica fondamentale di chi vuole entrare a far parte di questa grande squadra, sia come Pilota ma anche come Tecnico Specialista della manutenzione dei nostri aeroplani. La costanza, la disciplina e la creatività sono alla base di questo tipo di attività; tutto accompagnato da una enorme dose di umiltà, qualità che contraddistingue gli uomini e le donne delle Frecce Tricolori. Noi rappresentiamo, in maniera visibile al pubblico, l’operato, spesso impercettibile, di tanti professionisti: cittadini in divisa dell’Arma Azzurra che operano ogni giorno per la sicurezza del Paese.

In volo con il tricolore nei cinque continenti: che sensazioni si provano ad essere dei veri e propri ambasciatori italiani nel mondo?
Per noi è un privilegio, un onore ma anche desiderio di contribuire all’eccellenza di una collettività chiamata Italia. È motivo d’orgoglio rappresentare gli uomini e le donne che prestano servizio per il nostro Paese. Stendere il tricolore italiano più lungo del mondo nei cieli di tutto il mondo è un’emozione fortissima che si rinnova manifestazione dopo manifestazione, accompagnati dal calore e la passione di un folto pubblico di appassionati che in Italia come all’estero si riconosce nei valori di professionalità e impegno che cerchiamo di rappresentare.

È vero che contribuite a formare professionalmente anche altre pattuglie di altri stati?
Esistono dei piani di cooperazione bilaterale con altri Stati, ad esempio nel 2013 abbiamo ricevuto la visita dei “Black Knights”, il Team Acrobatico dell’Aeronautica della Repubblica di Singapore. L’esperienza ha permesso uno scambio concreto di informazioni e di diverse tecniche riguardanti il volo in particolare quello acrobatico collettivo nato proprio in Italia sull’Aeroporto di Campoformido alla fine degli anni ’20.

Quanto conta l’eccellenza italiana delle Frecce nella cooperazione con terzi?
L’eccellenza dimostrata dalle Frecce Tricolori, ma anche da moltissime altre componenti delle Forze Armate è nient’altro che lo specchio delle capacità e delle attitudine della nostra Nazione; uomini e donne che in questo caso hanno scelto, consapevolmente, di indossare l’uniforme per difendere i valori fondanti la nostra Nazione, con impagabile abnegazione e spirito di sacrificio; quando ci confrontiamo con realtà spesso molto diverse dalla nostra è innegabile che questo venga apprezzato ma è anche vero che proprio dal confronto con gli altri riusciamo a focalizzare al meglio i nostri obiettivi.

Per l’occasione il capitano Filippo Barbero, già gregario della formazione, sarà il nuovo solista (Pony 10): quale la ratio degli avvicendamenti?
Ogni anno viene rimodulata la formazione acrobatica proprio in relazione ai nuovi ingressi dei piloti più giovani, in genere uno o due piloti nuovi ogni anno; questo graduale inserimento determina spesso l’avvicendamento in seno ad altre posizioni del “diamante” delle Frecce Tricolori, secondo una rotazione che permette di mantenere sempre un elevato standard addestrativo e nel contempo una costruttiva crescita professionale delle persone. La permanenza media presso la Pattuglia Acrobatica Nazionale è di circa quattro anni, tuttavia alcune posizioni (Comandante, Capoformazione, Pony 6 e Solista) richiedono un’esperienza maggiore e quindi una più lunga permanenza.

twitter@PrimadituttoIta

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